La maggior parte dei simracer italiani fa la stessa scelta: volante completo, già assemblato, pronto da collegare alla base. Comodo, veloce, rassicurante. Ma è proprio qui che si nasconde il problema: senza accorgertene, ti stai precludendo il salto di qualità che molti top driver virtuali hanno già fatto nel 2026.
Il limite nascosto dei volanti “pronti all’uso” che molti ignorano
Quando compri un volante Fanatec già completo, accetti in blocco l’ergonomia di qualcun altro: posizione dei pulsanti, forma dell’impugnatura, distanza delle palette. Funziona, certo. Ma è pensato per “tutti”, non per le tue mani, la tua postura, il tuo modo di guidare.
Con una semplice rim GT3 in alluminio (come la ClubSport Wheel Rim GT3) succede l’opposto: non hai elettronica, non hai palette, non hai Quick Release. Solo un anello di metallo e gomma che, a prima vista, sembra quasi una delusione. Poi inizi a montarci attorno la Universal Hub, il QR2, i moduli pulsanti… e capisci che quello che stai costruendo non è un “altro volante”, ma il tuo strumento di guida.
Molti simracer in Italia – da Milano a Palermo – restano fermi allo starter kit perché temono che il montaggio sia roba da ingegneri. In realtà il rischio è un altro: restare per anni con un volante che ti stanca le mani, ti fa cercare i pulsanti alla cieca e ti fa sprecare concentrazione nei long run, soprattutto in titoli come Assetto Corsa Competizione o iRacing.
Un piccolo dettaglio tecnico fa capire il cambio di livello: una rim GT3 in CNC alluminio rigido, con gomma a durezza intermedia (50 Shore A), trasmette meglio ogni micro-variazione del Direct Drive. Non perché la base cambi, ma perché la struttura non flette, non scricchiola, non filtra.
Come un “semplice” cerchio GT3 cambia il modo in cui guidi senza che tu te ne accorga
Il momento in cui tutto scatta di solito è il primo stint serio. Ti siedi sul tuo rig, magari una postazione casalinga vicino alla zona giorno, colleghi il QR2, entri in ACC a Monza o Imola. Non fai tempi miracolosi, ma noti che:
- le correzioni sul cordolo sono più pulite, meno “a scatti”
- le mani restano quasi sempre nella stessa posizione
- i pulsanti che usi di più cadono esattamente sotto i pollici
La classica forma GT3, con parte inferiore piatta, ti obbliga quasi naturalmente a una postura più costante. Questo, nel tempo, riduce la fatica e ti fa sbagliare meno nei momenti critici: pit entry, doppiaggi, gestione del traction control sotto pioggia.
Un riconoscimento immediato per molti: se ti sei mai ritrovato a perdere un pitstop in una endurance perché non trovavi il pulsante del limiter sul tuo volante preassemblato, questa è esattamente la tua situazione. Con una rim modulare, decidi tu cosa finisce sotto i pollici (pit limiter, tergi, fari, mappature motore) e cosa resta più lontano.
Il montaggio non è plug-and-play, ma nemmeno un incubo: serve qualche chiave esagonale, una chiave da 8 mm (che spesso non è in confezione) e una mezz’ora di calma vera, magari in una domenica piovosa. Il “rischio” più grande non è sbagliare una vite, ma scoprire che non vorrai più tornare a un volante fisso.
Il vero vantaggio economico nascosto: un solo “cervello”, tanti volanti diversi
In un momento in cui, secondo i dati ISTAT, le famiglie italiane stanno tagliando le spese non essenziali, buttarsi su più volanti completi può sembrare un lusso. Qui entra in gioco il lato furbo del sistema Fanatec: è l’hub il vero cervello, non la rim.
Se oggi costruisci un set GT3 con Universal Hub V2, domani puoi montarci:
- una rim più piccola per drifting o rally
- una rim stile Formula per monoposto virtuali
- una rim classica per storiche in Assetto Corsa
Senza ricomprare ogni volta elettronica, palette, Quick Release. In pratica paghi una volta la parte intelligente, poi cambi solo il “guscio” meccanico. Per chi gioca spesso, magari la sera dopo il lavoro a Roma o Torino, è il modo più sensato per far crescere il rig senza bruciare il budget.
Anche brand italiani che lavorano su cockpit e accessori, come le realtà artigianali attive su simracing in Emilia-Romagna, puntano sempre più su piattaforme modulari proprio per questo motivo: durano di più, si adattano di più, si rivendono meglio se un giorno decidi di cambiare.
La domanda vera, quindi, non è se una rim GT3 ti farà andare più forte domani mattina. È un’altra: vuoi restare per anni bloccato sul volante “di serie”, o preferisci un sistema che cresce con te, gara dopo gara?







